Ristrutturazioni

Sostituzione infissi 2026: bonus, detrazioni e risparmio in bolletta

18/09/2026

Novemila e quattrocento. Quindicimila e ottocento. Stesso appartamento, stesse dieci finestre, stesso mese, e su tutti e due i fogli la stessa identica descrizione: «fornitura e posa di serramenti in PVC con vetrocamera basso-emissiva». Una riga a testa. Nessuna quantità, nessuna unità di misura, nessun valore di trasmittanza.

In questa guida troverai i prezzi di riferimento del Prezzario Regione Toscana 2026 voce per voce, la differenza fra la trasmittanza scritta in scheda e quella che avrai davvero in casa, e il conto del bonus infissi 2026 — un conto che dieci delle quattordici pagine in prima pagina lette per questa guida non fanno affatto, perché nell’Ecobonus il tetto non è quello che sembra.

Al termine saprai leggere un preventivo di infissi riga per riga: quali voci mancano, quale IVA ti stanno applicando e perché. E saprai anche quando conviene spendere di più sul serramento, e quando invece quei soldi vanno spostati su un’altra riga.

Bonus infissi 2026 in breve

Nel 2026 la sostituzione degli infissi si detrae al 36%, elevato al 50% se paghi la spesa da proprietario o titolare di un diritto reale — usufrutto, uso, abitazione — sull’immobile che è la tua abitazione principale. Lo stabilisce la Legge di Bilancio 2026, e l’Agenzia delle Entrate lo conferma nel vademecum «Riqualificazione energetica», edizione 2026. Le strade sono due. L’Ecobonus chiede una sostituzione di serramenti esistenti che chiudono un ambiente riscaldato verso l’esterno o verso un vano non riscaldato, con trasmittanza finale Uw ≤ 1,67 W/m²K in zona D, e la scheda ENEA entro 90 giorni; il tetto è di 60.000 € di detrazione. Il Bonus Ristrutturazione non chiede requisiti termici e ha un tetto di 96.000 € di spesa per unità, ma copre la sostituzione solo se è manutenzione straordinaria o un intervento di risparmio energetico documentato. In entrambi i casi si detrae in dieci rate annuali, per la parte che trova capienza nella tua IRPEF, e si paga con bonifico parlante.

Una parola, prima di tutto: «abitazione principale» non è «prima casa». La prima è quella in cui tu o i tuoi familiari abitate abitualmente; la seconda è una categoria dell’imposta di registro. Per il 50% conta la prima, e in condominio il requisito si verifica sul singolo condòmino: lo precisa una FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata.

Chi paga Immobile Aliquota 2026 Dal 2027, normativa oggi vigente
Proprietario o titolare di diritto reale di godimento Abitazione principale 50% 36%
Proprietario Seconda casa o altro immobile residenziale 36% 30%
Inquilino, comodatario, familiare convivente Qualunque, con il consenso scritto del proprietario 36% 30%
Condòmino, per lavori sulle parti comuni Il requisito si guarda sul singolo condòmino 50% se è la sua abitazione principale, altrimenti 36% 36% / 30%

Il resto della guida serve a capire da dove viene il numero che ti chiedono: prima le righe del preventivo, poi il conto fiscale portato fino in fondo, con i casi in cui la detrazione non spetta.

Il serramento: perché il prezzo al metro quadro non si confronta con quello al pezzo

Il serramento è la riga più cara del preventivo, e da sola non basta a confrontare due offerte. Il motivo? Un prezzo al metro quadro e un prezzo al pezzo misurano cose diverse: una portafinestra da 1,40 × 2,30 m e una finestrella di bagno da 60 × 60 cm hanno lo stesso prezzo unitario solo sulla carta. Il Prezzario Regione Toscana 2026, sezione Firenze, quota le finestre in PVC fra 245 € e 491 €/mq di sola fornitura, con mediana a 344 €/mq.

«Di sola fornitura» è la parte che cambia tutto. Le voci PR.P70 sono prezzi elementari: fornitura franco cantiere, posa esclusa. Sono valori IVA esclusa e già comprensivi di spese generali al 16% e utile d’impresa al 10%: non sono listini di fabbrica, sono il costo tecnico di un’impresa che lavora in regola.

Materiale del telaio Sola fornitura, prezzario 2026 Che cosa determina l’Uw Cosa cambia in cantiere
PVC multicamera 245 € – 491 €/mq (mediana 344 €/mq) Profondità del profilo, rinforzi in acciaio, guarnizioni, distanziatore del vetro. Il numero di camere da solo non è un indice di qualità Buon rapporto prestazione-prezzo, ma telaio più largo a parità di luce: si perde superficie vetrata. Sui colori scuri dilata al sole diretto
Alluminio a taglio termico 750 € – 1.174 €/mq (mediana 938 €/mq) La qualità del taglio termico: barrette in poliammide, larghezza dell’inserto, Uf del telaio. Un profilo moderno sta sotto 1,67; uno datato può non starci È il materiale con la maggiore conducibilità di base: la qualità del taglio termico fa la differenza più grande fra un prodotto e l’altro. Unico che regge sezioni sottili su grandi luci
Legno 953 € – 1.909 €/mq (mediana 1.341 €/mq) Essenza, spessore del profilo, vetro. Il legno ha una conducibilità bassa di partenza, ma l’Uw resta un dato di prodotto Prestazione termica intrinsecamente buona, ma il ciclo di verniciatura va rifatto periodicamente, soprattutto sulle esposizioni a sud e a ovest
Legno-alluminio 1.350 € – 2.386 €/mq (mediana 1.755 €/mq) Come il legno, con il guscio in alluminio che non incide sulla termica se è correttamente separato Guscio esterno in alluminio: risolve la manutenzione esterna e costa di più

I range sono di sola fornitura: non comprendono posa, controtelaio, smontaggio e smaltimento del vecchio, oscuranti, davanzali, ripristini. Il materiale, da solo, non determina l’Uw: quel numero va letto sulla Dichiarazione di Prestazione del serramento che ti stanno vendendo, calcolato sulla configurazione e sulle dimensioni previste, non su una tabella per famiglia di prodotto. E il prezzario è un parametro tecnico di riferimento, non un prezzo garantito: il preventivo reale cambia con la configurazione e con le condizioni di cantiere. Solo un sopralluogo fornisce una stima reale.

Per confrontare due preventivi, chiedi che quotino la stessa configurazione: dimensioni foro per foro, numero di ante, tipo di apertura, colore, vetro, ferramenta, posa, smontaggio e opere sul cassonetto. Un prezzo al metro quadro senza queste righe non è confrontabile con niente.

Esempio pratico: dieci serramenti di un appartamento fanno indicativamente 15-18 mq. In PVC, ai valori del prezzario, la sola fornitura sta fra circa 3.700 € e 8.800 €. Tutto il resto del preventivo è quello che viene dopo.

Sopra i prezzi c’è però un numero che pesa di più: la trasmittanza. Uw è la trasmittanza della finestra completa, e non è la media fra vetro (Ug) e telaio (Uf): il calcolo secondo UNI EN ISO 10077-1 aggiunge il ponte termico del distanziale perimetrale, moltiplicato per i metri di bordo. La conseguenza è controintuitiva: a parità di sistema, su un’anta piccola l’Uw tende a essere meno favorevole, perché telaio e bordo del vetro pesano di più sul metro quadro. La finestrella del bagno da 60 × 60 non ha la trasmittanza della portafinestra del salotto, anche se il serramento è lo stesso — e un Uw dichiarato senza le dimensioni del campione di prova non significa niente.

Il documento che chiude la discussione è la Dichiarazione di Prestazione. La marcatura CE dei serramenti esterni segue la UNI EN 14351-1, e la DoP riporta tre classificazioni che quasi nessun cliente si fa mostrare: permeabilità all’aria secondo UNI EN 12207 (classi da 1 a 4, dove 4 è la migliore), tenuta all’acqua secondo UNI EN 12208, resistenza al vento secondo UNI EN 12210. Chiedile prima di firmare. E se nel progetto c’è anche il cappotto, la sequenza corretta è isolare l’involucro prima ancora dei serramenti.

Il vetro: il numero grande che ti vendono, e quello che conta davvero

Il vetro cambia il conto più del telaio, e nel preventivo occupa mezza riga. Il motivo è semplice: fra una vetrocamera normale e una basso-emissiva la trasmittanza si dimezza, a parità di tutto il resto. Con camera da 16 mm i valori certificati secondo UNI EN 673 passano da Ug 2,7 a 1,4 W/m²K; aggiungendo argon si scende a 1,1, e con un basso emissivo spinto si arriva a 1,0.

Da qui tre conseguenze che ribaltano l’ordine delle priorità di molti preventivi.

  • Il basso emissivo conta più del gas: il salto grosso è da 2,7 a 1,4, cioè il trattamento della lastra. L’argon aggiunge un altro 20% circa. Chi vende l’argon come elemento decisivo sta invertendo le priorità.
  • La camera ha un ottimo, intorno ai 16 mm: da 6 a 16 mm il guadagno è enorme, da 16 a 24 mm è nullo — 1,4 resta 1,4 con aria, 1,1 resta 1,1 con argon. Camere più larghe innescano moti convettivi: servono all’acustica, non alla termica.
  • Il triplo vetro a Firenze va valutato caso per caso, e spesso non è la scelta che ripaga: Firenze è in zona climatica D, con 1.821 gradi giorno (DPR 412/1993, Allegato A), non in zona E come Milano o Bologna. Il triplo vetro nasce per climi più rigidi: pesa di più, riduce gli apporti solari invernali e stressa la ferramenta. Può avere senso su una facciata a nord molto esposta, su grandi luci o dove il comfort a ridosso del vetro conta più del conto energetico; dipende da esposizione, dimensioni, fattore solare, ombreggiamento e impianto, ed è un calcolo, non una regola.

Sull’acustica il numero grande inganna ancora di più. Un vetro si certifica con tre valori, Rw (C; Ctr), secondo la UNI EN ISO 717-1: Rw è l’indice unico, C e Ctr sono i termini di adattamento allo spettro. In città quello che conta è Ctr, perché pesa il rumore del traffico, ricco di basse frequenze. Un vetro da Rw 43 con Ctr −9 contro il traffico vale 34 dB; uno da Rw 40 con Ctr −4 ne vale 36. Il numero più grande perde.

Il resto lo fanno due cose che in brochure non si vedono. Il PVB acustico del vetro stratificato smorza la vibrazione della lastra; l’asimmetria fra le due lastre impedisce che le frequenze critiche coincidano, ed è il motivo per cui due vetri di uguale spessore sono la scelta peggiore. Poi c’è il peso: da Rw 38 a Rw 51 si passa da 19 a 47 kg/mq, e la ferramenta va dimensionata di conseguenza. Su una strada trafficata il vetro è una parte del risultato, non tutto: contano la stratificazione, l’asimmetria, il giunto, il cassonetto, le prese d’aria e la qualità della posa — è il motivo per cui i vetri camera da soli non bastano contro il rumore della strada.

📐 Non sai se ti serve un vetro acustico o ti basta una posa fatta bene? La variabile è una sola: da dove entra davvero il rumore. È il primo rilievo che facciamo entrando, e si fa a finestra chiusa, con la mano sul cassonetto e sul giunto perimetrale.

Come lo affrontiamo: intervento tipo

Situazione di partenza: appartamento di 100 mq in un edificio anni ’70 a Rifredi, quarto piano con ascensore. Dieci serramenti in tutto: nove finestre e una portafinestra. Il committente è un pensionato che vive solo, con spifferi percepibili e condensa ricorrente sui vetri d’inverno.

Come interveniamo:

  • Smontaggio dei serramenti esistenti e conferimento in impianto autorizzato, con formulario.
  • Nuovi serramenti in PVC multicamera con vetrocamera basso-emissiva, misurati foro per foro.
  • Posa in opera qualificata con nastri e schiume a comportamento differenziato fra interno ed esterno, giunto sigillato su tutti e quattro i lati.
  • Sostituzione dei cassonetti con versioni coibentate: sono il punto da cui rientrava buona parte dell’aria.
  • Ripristini murari e tinteggiatura delle spalle, stanza per stanza, a fine di ogni giornata.

Risultato: 7 giorni lavorativi. Costo indicativo: 13.500 € IVA inclusa. Posa qualificata e cassonetti insieme pesano circa il 30% del totale: sono esattamente le due righe che i preventivi più economici non contengono.

Esempio ricostruito su lavorazioni ricorrenti nei nostri cantieri. I valori sono stime indicative, non un preventivo: solo un sopralluogo fornisce un numero reale.

La posa in opera, il controtelaio e il cassonetto: le righe che spariscono

La posa non è compresa nel prezzo del serramento, e il prezzario lo dice con codici separati. Vale 40,82 € – 47,59 €/mq per gli infissi in metallo (01.E04.004) e 47,59 € – 74,68 €/mq per quelli in legno (01.E04.003), e comprende preparazione dei fori per zanche e bocchette, piazzamento e fissaggio. Non comprende la cassamorta, cioè il controtelaio: altra voce ancora, 47,59 € – 68,03 € a pezzo per aperture fino a 2,5 mq (01.E04.001).

Che cosa distingua una posa da un riempimento di schiuma lo scrive la UNI 11673-1, pubblicata il 2 marzo 2017. Non è obbligatoria, ma fissa parametri oggettivi per giudicare l’esecuzione: il giunto di posa va progettato coerentemente con il livello prestazionale del serramento; il controtelaio va realizzato con materiali non termicamente conduttivi e con distanze adeguate dal telaio; la schiuma dev’essere flessibile, con allungamento minimo del 40% e umidificazione raccomandata; la membrana traspirante deve rispettare valori dichiarati di SD.

Tradotto: aria e acqua passano dal giunto, non dal telaio. Una posa a sola schiuma lasciata nuda, senza nastri e senza sigillature differenziate fra interno ed esterno, non è una posa — la schiuma lasciata esposta e non protetta non costituisce un giunto di posa completo e durevole: non ha tenuta d’aria nel tempo e i raggi UV la degradano. La regola di buona tecnica è quella dei tre strati a permeabilità decrescente verso l’esterno: più stagno dentro che fuori.

Il cassonetto dell’avvolgibile merita una riga sua: è frequentemente il primo punto debole di una sostituzione, e va verificato prima di firmare. Quando dopo i lavori entrano ancora aria e rumore, i colpevoli, in ordine di frequenza, sono cassonetto, giunto non sigillato, foro di aerazione, guarnizioni schiacciate, controtelaio metallico che fa da ponte rigido. Dal 3 giugno 2026 vale il DM 28 ottobre 2025, che aggiorna il decreto del 2015: per l’edificio di riferimento i ponti termici del foro finestra — davanzale, spalla, architrave, cassonetto — hanno ora valori di riferimento propri e si calcolano come voce a sé, mentre nelle ristrutturazioni importanti di secondo livello la trasmittanza limite resta comprensiva dei ponti termici. Per chi cambia le finestre il senso pratico è uno: eliminare i ponti termici del foro finestra è una lavorazione con un costo suo, non un dettaglio compreso.

Restano poi le voci che nei preventivi corti spariscono, e che insieme spiegano quasi tutto lo scarto.

  • Smontaggio e smaltimento del vecchio: le voci di fornitura non lo contengono, e il vecchio non se ne va da solo. A volume, trasporto e conferimento in impianto autorizzato stanno fra 63 € e 81 €/mc, senza il tributo regionale.
  • Controtelaio: il falso telaio in ferro o in legno marcio non si «riusa». Se resta, resta anche il ponte termico che ha prodotto la condensa che ti ha portato a cambiare le finestre.
  • Coprifili e davanzali: il coprifilo chiude il giunto verso l’interno e maschera il ripristino; il davanzale che si spacca in smontaggio va rifatto. Due voci piccole e quasi mai scritte: è così che certi preventivi si allungano a lavori iniziati.
  • Oscuranti e zanzariere: a prezzario, di sola fornitura, le persiane in legno stanno fra 517 € e 881 €/mq, in PVC fra 363 € e 1.232 €/mq, in alluminio fra 603 € e 1.490 €/mq. Se non sono scritte, non sono nel prezzo.
  • Ripristini e tinteggiatura delle spalle: ogni foro smontato lascia una spalla da riprendere. Su dieci serramenti sono dieci riprese di intonaco e una tinteggiatura parziale in ogni stanza.

C’è poi una conseguenza che quasi nessuno collega alla posa: l’IVA che paghi dipende da quanto vale quella riga. Gli infissi esterni e interni sono uno dei sette beni significativi elencati dal DM 29 dicembre 1999, insieme ad ascensori, caldaie, videocitofoni, climatizzatori, sanitari e rubinetteria, impianti di sicurezza. Sulla manutenzione straordinaria di un’abitazione l’aliquota agevolata del 10% si applica a quei beni solo fino a concorrenza del valore della prestazione al netto dei beni stessi. Sull’eccedenza si applica il 22%.

Esempio di calcolo, con numeri tondi. Intervento da 14.000 €, di cui 10.000 € di serramenti e 4.000 € di posa e opere accessorie:

  1. Prestazione al netto dei beni significativi: 4.000 €.
  2. Beni ammessi all’aliquota ridotta: altrettanti 4.000 €.
  3. Totale al 10%: 8.000 €. Eccedenza dei beni al 22%: 6.000 €.

Ora togli 2.000 € dalla riga della posa: è precisamente quello che succede quando spariscono controtelai, ripristini e smaltimento. La prestazione scende a 2.000 €, i beni ammessi al 10% scendono a 2.000 €, e la quota al 22% sale da 6.000 € a 8.000 €. Il preventivo più corto non è solo peggio posato: è anche più tassato. Le parti staccate dotate di autonomia funzionale restano fuori dal valore del bene significativo, e l’Agenzia delle Entrate cita espressamente le tapparelle; i materiali di consumo del montaggio invece ci rientrano. E la fattura deve indicare il valore dei beni significativi: è un obbligo, non una cortesia. Vale anche il contrario: la ripartizione fra beni e posa deve corrispondere alle prestazioni realmente fornite. Gonfiare la riga della posa per pagare meno IVA non è un’ottimizzazione, è una fattura falsa.

Bonus infissi 2026: il massimale è di detrazione, non di spesa

Nell’Ecobonus i 60.000 € sono il tetto della detrazione, non della spesa. Lo scrive l’Agenzia delle Entrate nel vademecum sulla riqualificazione energetica: l’importo massimo «rappresenta il limite del risparmio d’imposta ottenibile mediante la detrazione». Il limite di spesa si ricava dividendo per l’aliquota: 120.000 € al 50%, 166.666,67 € al 36%.

Sono soglie che nella pratica non si toccano quasi mai: dieci serramenti stanno molto sotto. Servono a capire che la vera differenza fra le due strade sta altrove: in che cosa deve essere l’intervento per essere agevolabile, nei requisiti tecnici e negli adempimenti.

Cosa cambia Ecobonus (infissi) Bonus Ristrutturazione
Base normativa Art. 1, commi 344-347, L. 296/2006 e art. 14 DL 63/2013 Art. 16-bis TUIR e art. 16, comma 1, DL 63/2013
Aliquota 2026 36%, elevata al 50% per il titolare di proprietà o diritto reale sull’abitazione principale 36%, elevata al 50% alle stesse condizioni
Natura del tetto Limite di detrazione Limite di spesa
Valore del tetto 60.000 € di detrazione, codice intervento 12 «acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi». Concorre con il codice 2 dell’involucro sullo stesso immobile 96.000 € di spesa per unità immobiliare, pertinenze comprese
Spesa corrispondente 120.000 € al 50% · 166.666,67 € al 36% 96.000 €, qualunque sia l’aliquota
Requisito tecnico Sostituzione di serramenti esistenti su ambienti riscaldati, con Uw finale ≤ 1,67 W/m²K in zona D (Allegato E del DM 6 agosto 2020). Attestato da un tecnico o, per la sola sostituzione di finestre in una singola unità, dalla dichiarazione del fornitore o dell’installatore Nessun requisito di trasmittanza, ma l’intervento deve rientrare fra quelli agevolabili: sulla singola unità la sostituzione senza cambio di tipologia è manutenzione ordinaria e da sola non si detrae; si detrae se cambia materiale o tipologia, o se è un intervento di risparmio energetico documentato con la comunicazione ENEA
Comunicazione ENEA Scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine lavori. L’annullamento dell’invio fa perdere la detrazione Entro 90 giorni per gli interventi di risparmio energetico, ma la mancata o tardiva trasmissione non fa perdere la detrazione (Risoluzione AdE n. 46/E del 18 aprile 2019)
Ripartizione 10 rate annuali di pari importo 10 rate annuali di pari importo

Le norme citate sono quelle vigenti oggi: la disciplina confluisce, dal 1° gennaio 2027, nel Testo Unico delle imposte sui redditi, D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117. Quale strada convenga dipende dall’intervento e dalla tua posizione fiscale, e si decide prima di ordinare i serramenti: se stai valutando anche altri lavori, vale la pena capire la differenza fra Ecobonus e Bonus Ristrutturazione con il tuo commercialista.

Il requisito tecnico è il punto in cui si sbaglia di più, e non per il valore: per la riga che si legge. I limiti di trasmittanza cambiano con la zona climatica, e Firenze è in zona D. Due numeri, da non confondere. Il DM 26 giugno 2015 fissa per la zona D un limite di 1,80 W/m²K sulle chiusure trasparenti comprensive di infissi e cassonetti: è il requisito di legge per riqualificare. Per la detrazione vale l’Allegato E del DM 6 agosto 2020, più severo: Uw ≤ 1,67 W/m²K in zona D, contro 1,30 in zona E e 1,75 in zona C. E il serramento che sostituisci deve stare sopra quel limite: se era già a norma, l’Ecobonus non scatta. Il valore da dichiarare è l’Uw dell’intero serramento, calcolato secondo UNI EN ISO 10077-1 sulla configurazione e sulle dimensioni previste — non l’Ug del vetro, che è il numero grande della brochure. Chi applica a Firenze i valori di Milano compra un serramento più caro del necessario, o ne scarta uno che sarebbe andato benissimo.

Quando gli infissi non sono agevolabili

Non esiste un «bonus finestre» generico: esistono due detrazioni con le loro condizioni, e i casi in cui restano fuori sono più frequenti di quanto si pensi.

  • Nuova installazione dove prima non c’era una finestra: l’Ecobonus copre solo la sostituzione di elementi esistenti. Con il Bonus Ristrutturazione l’apertura di nuove finestre è ristrutturazione edilizia, con il suo titolo edilizio.
  • Locale non riscaldato: garage, cantina, veranda fredda, vano scale. Il serramento deve chiudere un volume riscaldato verso l’esterno o verso un vano non riscaldato.
  • Valori termici non rispettati: Uw finale sopra 1,67 W/m²K, oppure Uw iniziale già sotto il limite.
  • Sostituzione identica su una singola unità, stesso materiale e stessa tipologia, senza risparmio energetico documentato: per il Bonus Ristrutturazione è manutenzione ordinaria, ammessa solo sulle parti comuni. «Senza pratiche edilizie» e «detraibile» non sono la stessa cosa.
  • Documentazione incompleta: DoP senza Uw e dimensioni, dichiarazione del fornitore mancante, scheda ENEA senza CPID.
  • Pagamento non tracciato nel modo previsto: contanti, assegno, bonifico ordinario senza causale, oppure bonifico intestato a chi non detrae.

Ecobonus o Bonus Ristrutturazione: sei casi

Situazione Ecobonus Bonus Ristrutturazione
Proprietario, abitazione principale, sostituzione con Uw ≤ 1,67 50%, tetto 60.000 € di detrazione, scheda ENEA obbligatoria 50% come intervento di risparmio energetico con comunicazione ENEA, tetto 96.000 € di spesa
Inquilino o comodatario, con il consenso scritto del proprietario 36% 36%
Seconda casa 36% 36%
Nuova finestra dove non c’era No: serve una sostituzione Sì, come ristrutturazione edilizia; nessun requisito Uw
Sostituzione identica, stesso materiale e tipologia Sì, se l’Uw di partenza è sopra il limite e quello finale sotto Solo come intervento di risparmio energetico documentato; da sola è manutenzione ordinaria, non detraibile sulla singola unità
Cambio di materiale o tipologia: da legno a PVC, da battente a scorrevole Sì, con i requisiti Uw Sì, è manutenzione straordinaria

Quale strada scegliere quando valgono entrambe? A parità di aliquota decide il resto del cantiere: se nello stesso anno fai altri lavori sull’involucro, i due tetti si sommano diversamente, e conviene farsi fare il conto dal commercialista prima di ordinare, non dopo.

Serve il tecnico? Dipende da che cosa cambi

Non sempre. Per la sola sostituzione di finestre comprensive di infissi in una singola unità immobiliare, il vademecum ENEA ammette che l’asseverazione del tecnico sia sostituita da una dichiarazione del fornitore, dell’assemblatore o dell’installatore che attesti il rispetto dei requisiti, e in quel caso non serve nemmeno il computo metrico; la scheda descrittiva la può compilare il beneficiario stesso. Il tecnico abilitato torna obbligatorio sulle parti comuni e ogni volta che l’intervento non è una semplice sostituzione. Chiedi la dichiarazione prima della posa: dopo, chi te la deve firmare ha già incassato.

L’ENEA è invece il punto in cui si perdono soldi già spesi. La scheda descrittiva si trasmette su bonusfiscali.enea.it entro 90 giorni dalla fine dei lavori, cioè dalla data del collaudo o dell’attestazione di funzionalità rilasciata da chi ha eseguito i lavori: l’autocertificazione del contribuente non vale. La presenta il beneficiario per la singola unità, un tecnico abilitato per le parti comuni. L’invio genera un codice CPID da conservare. Se l’invio manca del tutto, la remissione in bonis può rimediare — entro il termine della prima dichiarazione utile, con 250 € non compensabili e purché la violazione non sia già stata contestata — ma è un rimedio con condizioni, da verificare con chi ti segue fiscalmente, non un automatismo per qualunque dimenticanza. Se invece l’invio viene annullato, la detrazione non spetta.

Il resto è tracciabilità, e si gioca il giorno del pagamento. Il bonifico parlante deve contenere tre dati: la causale con gli estremi della norma, il codice fiscale di chi detrae — di tutti, se sono più di uno — e la partita IVA dell’impresa. Su quel bonifico banca o Poste trattengono l’11% a titolo di acconto d’imposta sull’incasso dell’impresa, dal 1° marzo 2024: non è un costo in più per te, e l’impresa lo recupera in dichiarazione. E vale il principio di cassa: la spesa è dell’anno in cui ordini il bonifico alla banca — non della data dell’ordine al fornitore, né della fine dei lavori, né dell’addebito sul conto.

Spese comprese e documenti da conservare

Nella spesa detraibile entrano fornitura e posa dei serramenti, smontaggio e smaltimento dei vecchi, le opere murarie di ripristino, le chiusure oscuranti installate insieme ai serramenti — nella scheda ENEA si spunta «con chiusura oscurante» — le prestazioni professionali collegate e l’IVA. Restano fuori le zanzariere e gli arredi.

In cartella restano fatture con il valore dei beni significativi, ricevute dei bonifici, titolo abilitativo o dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori, il consenso del proprietario se detrai da inquilino, e per l’Ecobonus la DoP dei serramenti con l’Uw e le dimensioni di calcolo, l’asseverazione del tecnico o la dichiarazione del fornitore, la scheda ENEA con il CPID. Sul fronte edilizio sostituire una finestra identica non richiede pratiche, ma «senza pratiche» non vuol dire «detraibile con il Bonus Ristrutturazione»: vale la tabella dei sei casi qui sopra. Cambiano le carte se cambiano il foro, i materiali o il colore su un immobile tutelato.

Capienza fiscale: il conto fatto fino in fondo

La detrazione non è un rimborso. È uno sconto sull’IRPEF, diviso in dieci quote annuali di pari importo, e ogni quota vale solo fino all’imposta lorda di quell’anno: la parte che eccede è persa, non si riporta all’anno dopo e non si chiede a rimborso. Riprendiamo l’intervento tipo di questa guida, i dieci serramenti a Rifredi.

  • Beneficiario: proprietario che vive nell’appartamento, quindi abitazione principale: aliquota 50%.
  • Spesa: 13.500 € IVA inclusa, pagata con bonifico parlante nel 2026.
  • Detrazione complessiva: 6.750 €, cioè 675 € l’anno per dieci anni, dal 2027 al 2036.
  • Con un’IRPEF lorda di 500 € l’anno — il caso di una pensione bassa — recupera 500 € e perde 175 € ogni anno: 1.750 € in dieci anni che non tornano. Con imposta zero non recupera niente.
  • Da inquilino, o su una seconda casa, la stessa spesa vale il 36%: 4.860 €, 486 € l’anno.

Per chi ha un reddito complessivo sopra i 75.000 € vale anche il tetto agli oneri detraibili introdotto dal 2025, che comprende le spese edilizie. È il conto da fare prima di firmare, e chi lo fa è il commercialista, non il serramentista.

Errori che fanno rischiare la detrazione

  • Bonifico ordinario invece di quello parlante, o intestato a chi non detrae.
  • Scheda ENEA annullata o mai inviata oltre i termini della remissione in bonis.
  • Ug del vetro al posto dell’Uw del serramento nella documentazione: il requisito è sull’infisso completo.
  • Fattura senza il valore dei beni significativi, o con una ripartizione che non corrisponde alle prestazioni.
  • Nuova apertura presentata come sostituzione.
  • Dichiarazione del fornitore chiesta dopo, quando il fornitore non è più raggiungibile.
  • Nessuna verifica della capienza: la detrazione c’è, ma non c’è l’imposta da cui toglierla.

Quattro passaggi, quattro documenti. EdilTB parte da un sopralluogo tecnico gratuito, consegna un computo metrico estimativo voce per voce con quantità e unità di misura, poi un cronoprogramma scritto, poi stati di avanzamento verificati in cantiere. Certificata ISO 9001 e ISO 45001, lavora in appalto: la posa è una lavorazione dentro il contratto, non una riga affidata altrove. A fine lavori la cartella contiene DoP dei serramenti, schede tecniche e formulari di smaltimento.

Un’ultima avvertenza sulle date. Secondo la normativa oggi vigente, dal 2027 le aliquote scendono — 36% sull’abitazione principale, 30% negli altri casi — e il 2026 resterebbe l’ultimo anno con il 50%, salvo modifiche introdotte dalle prossime leggi di bilancio. E per i lavori che si avviano oggi in Toscana, sconto in fattura e cessione del credito non sono utilizzabili: si detrae in dichiarazione, in dieci rate annuali.

Nota informativa. Aliquote, massimali e requisiti delle detrazioni cambiano con le leggi di bilancio e con le circolari applicative. I valori qui indicati sono aggiornati al 9 settembre 2026 su: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), vademecum Agenzia delle Entrate «Riqualificazione energetica» e guida «Ristrutturazioni edilizie», edizione 2026, vademecum ENEA «Serramenti e infissi», Allegato E del DM 6 agosto 2020. Verifica la tua posizione con il commercialista o con un CAF prima di avviare i lavori. L’impresa esegue e documenta; il diritto alla detrazione dipende dalla tua situazione fiscale.

Quanto risparmi in bolletta: il conto, fatto

Sui dieci serramenti dell’intervento tipo, intorno ai 330 € l’anno se parti da vetri singoli, meno della metà se parti da una vecchia vetrocamera. È il numero che il titolo promette e che quasi nessuna guida calcola, perché appena lo calcoli scopri che le finestre nuove si scelgono per la condensa, gli spifferi e il rumore prima che per la bolletta. Il conto, con le ipotesi scritte accanto.

Voce Valore usato Da dove viene
Superficie dei serramenti 16,5 mq Dieci serramenti di un appartamento: 15 – 18 mq
Uw prima 5,0 W/m²K Ipotesi: serramenti anni Settanta con vetro singolo, come nell’intervento tipo
Uw dopo 1,3 W/m²K Vetrocamera basso emissiva con argon e telaio in PVC: sotto il limite di 1,67 della zona D
Gradi giorno 1.821 DPR 412/1993, Comune di Firenze
Calore risparmiato (5,0 − 1,3) × 16,5 × 1.821 × 24 / 1.000 ≈ 2.670 kWh/anno Metodo dei gradi giorno, in regime stazionario
Gas evitato ≈ 2.965 kWh ≈ 277 Smc/anno Ipotesi: generatore al 90% di rendimento, 10,7 kWh per Smc
Spesa evitata ≈ 330 €/anno Ipotesi: 1,20 €/Smc tutto compreso. Prendi il tuo dall’ultima bolletta
Costo dell’intervento 13.500 € Intervento tipo, IVA inclusa
Costo netto con il 50% 6.750 € Se hai capienza per tutte e dieci le rate
Tempo di rientro ≈ 20 anni sul costo netto · ≈ 41 anni sul costo pieno Spesa evitata costante, senza rincari del gas

Se al posto del vetro singolo c’era una vetrocamera degli anni Novanta, con Uw intorno a 2,9, il calore risparmiato scende a circa 1.150 kWh e la spesa evitata a circa 140 € l’anno: il rientro raddoppia. È una simulazione, non una previsione: il metodo dei gradi giorno ignora l’intermittenza dell’impianto, gli apporti solari, le infiltrazioni d’aria dei vecchi giunti — che nei serramenti vecchi pesano spesso più della trasmittanza — e la temperatura che tieni davvero in casa. Il risultato reale può scostarsi anche di un terzo, e chi ti promette «risparmi fino al 30%» senza scrivere l’Uw di partenza e il prezzo del gas che ha usato, il conto non l’ha fatto.

L’infisso lo fa la posa, non il vetro

Torniamo ai due numeri dell’inizio. Fra novemila e quindicimila euro non c’è un serramento migliore: ci sono dieci controtelai nuovi, dieci cassonetti coibentati, lo smaltimento del vecchio, i ripristini delle spalle e un giunto sigillato invece della sola schiuma. Un serramento di fascia alta posato male isola meno di un serramento medio posato in opera qualificata, perché la trasmittanza in scheda è quella del prodotto in laboratorio, non quella del tuo muro. Se devi spostare mille euro dentro un preventivo, spostali sulla riga della posa. Non è un’operazione fai-da-te, e va verificata dal tecnico incaricato.

Vuoi un numero che regga? 📞 055 52 77 258 📧 info@ediltb.pro. Nel sopralluogo tecnico gratuito misuriamo i fori uno per uno, apriamo un cassonetto e guardiamo com’è fatto il giunto esistente: quello che ne esce è un computo voce per voce, non una cifra al telefono. Puoi anche scriverci per far misurare la trasmittanza dei tuoi infissi attuali.

Rispondiamo entro 24 ore. Operiamo su Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Empoli, Prato e tutta la Toscana.

F.A.Q.

Sì. Anche l’inquilino e il comodatario possono detrarre le spese che sostengono, con il consenso scritto del proprietario e il bonifico intestato a chi detrae. Cambia però l’aliquota: il 50% spetta solo a chi è titolare di proprietà o di un diritto reale di godimento all’inizio dei lavori e destina l’immobile ad abitazione principale. Per il detentore l’aliquota 2026 è il 36%.

Insieme, quando è possibile. Il punto in cui i due lavori si incontrano è il foro finestra: se posi il cappotto con i serramenti vecchi, spalle e davanzali andranno riaperti quando li sostituirai. C’è anche un motivo fiscale: nell’Ecobonus il tetto di detrazione dei serramenti (codice 12) concorre con quello dell’involucro (codice 2) sullo stesso immobile.

Poche ore per foro, non giorni. Si lavora una stanza per volta e lo stesso foro viene smontato e riposato nella stessa giornata: quello che resta aperto la notte è il cantiere, non la casa. Su dieci serramenti di un appartamento, con cassonetti e ripristini, un intervento tipo si chiude in 7 giorni lavorativi.

Cinque cose, tutte scritte. La DoP con Uw e le dimensioni del campione di prova; la voce di posa quotata a parte; controtelaio, smontaggio e smaltimento indicati come righe autonome; il valore dei beni significativi, che in fattura è un obbligo; e il computo con quantità e unità di misura. Se manca una di queste, non stai confrontando due prezzi.

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